La conversione ecologica potrà affermarsi soltanto se apparirà socialmente desiderabile

Alexander Langer

La campagna Vivila in 3D non nasce dal nulla: dal 2015, anno in cui l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stata approvata, le associazioni, le imprese, i centri di ricerca, le amministrazioni territoriali, nazionali ed europee hanno dato avvio a moltissimi ragionamenti attorno a come garantire – per tutte e per tutti – una transizione ecologica consapevole e capace di non lasciare indietro nessun*.

Questo è avvenuto a mezzo di molti studi e rapporti (qui troverete solo alcune “ultime versioni”: dall’OCSE, alla Commissione Europea; dall’ASVIS alla Strategia Provinciale per lo Sviluppo Sostenibile), ma anche – se non soprattutto – da campagne che hanno lavorato per trasformare le nostre abitudini e le politiche pubbliche in una dimensione più sostenibile. Anzi, in tre.

Vivila in 3D nasce da questo e vuole essere uno strumento in più per collegare i puntini e scoprire quanto la sostenibilità faccia – o possa fare – parte delle nostre vite, delle nostre scelte e della trasformazione della società in cui viviamo, del modo in cui il nostro modello produttivo possa essere rivisto, in modo critico e consapevole..

Faremo tutto questo, in modi molto diversi. Alla base, in sottofondo, ci saranno due grandi elementi: la cooperazione internazionale e il territorio trentino. Dal generale al particolare (e ritorno), lavoreremo per raccontare a quante più persone possibile tanto come possiamo agire nel nostro quotidiano quanto il valore – e la forza – di assumere una consapevolezza collettiva e di comunità.

Per farlo, utilizzeremo tre call to action: riflessioni e azioni attorno a tre buone pratiche che ciascuno di noi può mettere in campo con un approccio critico e attento a tutto ciò che ci circonda.


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